Un classico da leggere: La fattoria degli animali

La fattoria degli animali è un romanzo satirico del 1945, scritto da George Orwell e pubblicato in Italia nel ’47.

È una favola moderna: gli animali stufi della tirannia perpetrata dall’uomo nella fattoria lo cacciano formando un governo del “popolo” dai risvolti prevedibili. I maiali prendendo il controllo del governo diventeranno sempre più simili all’uomo e dimenticando quegli ideali che avevano ideato.

Il libro fu concepito dall’autore dal 1937, durante la permanenza in Spagna, concluso nel ’43 fu edito solo nel ’45 dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Tanti sono i personaggi di quest’opera: i maiali, il corvo, i cavalli etc etc. Proprio come nella tradizione classica gli animali personificati prendono virtù e difetti dell’essere umano.

La fattoria degli animali si svolge nella tenuta del fattore Jones, che sfrutta gli animali senza pietà. Gli animali della “Fattoria padronale” si riuniscono al cospetto di Vecchio Maggiore, venerato da tutti per la sua età e la sua saggezza che spiega agli animali che tutti loro sono in lotta contro l’uomo, che li domina e li sfrutta tutti i giorni. Gli applausi di tutti chiudono il discorso di Vecchio Maggiore, che muore improvvisamente tre notti dopo.

Tre giovani maiali – Napoleon, Palla di Neve e Clarinetto raccolgono l’eredità di Vecchio Maggiore; una sera gli animali escono dai recinti per raggiungere il cibo, scatenando la rabbia di Jones e degli altri fattori. Scoppia così la rivoluzione della “Fattoria degli animali”: questi ultimi si battono eroicamente contro gli uomini e li cacciano. Palla di Neve redige su una parete della fattoria i sette comandamenti che tutti gli animali sono tenuti a rispettare, e che possiamo riassumere usando l’ultimo comandamento:

Tutti gli animali sono eguali 

La Fattoria inizialmente prospera e progredisce: Napoleon e Palla di Neve assumono il controllo di tutte le operazioni e nel giro di breve tempo i maiali diventano la classe dirigente della fattoria. I maiali accentrano nelle loro mani sempre più potere e privilegi, distinguendosi dagli altri animali che, più ingenui e sottomessi, credono ciecamente agli ideali della rivoluzione.

La situazione cambia drasticamente quando i rapporti tra Napoleon e Palla di Neve degenerano: i due leader giungono allo scontro frontale in occasione del progetto di Palla di Neve di costruire un mulino mosso da energia elettrica per migliorare la rendita economica della fattoria. Palla di Neve, che a differenza vorrebbe esportare la rivoluzione nelle fattorie delle vicinanze, fa approvare la sua proposta sul mulino dall’assemblea degli animali. Napoleon reagisce sguinzagliando i cani da guardia che ha allevato come sua polizia privata e costringendo l’avversario alla fuga dalla fattoria. Napoleon concentra tutto il potere nelle mani dei maiali. Napoleon comincia ad assumere le abitudini degli uomini, non esita a eliminare alcuni animali della fattoria che ostacolano i suoi disegni di potere, accusandoli di essere spie di Palla di Neve.

Napoleon e i maiali hanno ormai assunto comportamenti del tutto umani: camminano eretti, bevono whisky, commerciano con gli uomini, indossano vestiti e dormono in comodi letti. Gli ideali della rivoluzione sono apertamente sconfessati, tanto che l’ultimo comandamento, che ora sostituisce tutti gli altri, è stato modificato nella forma seguente:

Tutti gli animali sono eguali, ma alcuni animali sono più eguali degli altri 

Il romanzo si chiude su una scena emblematica: maiali e uomini stringono un’alleanza e poi chiudono la sera ubriacandosi, giocando a carte e litigando per i punti. Gli altri animali della fattoria che spiano la scena dalla finestra non riescono più a distinguere gli uni dagli altri.

È uno di quei libri che lego al ricordo delle scuole medie perché lo lessi per la prima volta proprio sotto consiglio del professore di lettere.

Mi ha sempre affascinato come un romanzo così “frivolo” all’apparenza potesse poi in realtà nascondere dei significati più profondi.

La critica comunemente lo lega alla critica del comunismo sovietico e a quella rivoluzione contro gli zar che poi portò a una serie di dittature e alla creazione del sistema dei GULAG troppo spesso dimenticati.

Non ci ho mai solo letto questo tipo di critica.

Visto il momento in cui viene scritto ho sempre pensato fosse una critica a qualsiasi tipo di regime totalitario che si impone partendo da ottimi propositi arrivando a somigliare al vecchio dittatore e a volte peggiore.

Ho sempre pensato che i maiali che prendono il potere e diventano come l’uomo fossero l’allegoria di coloro che si elevano a salvatori del popolo (eh sì, a mio modesto parere ce ne sono ancora) per poi finire col fare le stesse identiche cose, se non peggiori, di coloro che hanno additato come nemico e cacciato dal governo.

È uno di quei libri che non basta leggere una sola volta, va letto e capito. Per farlo bisogna inevitabilmente leggerlo con attenzione anche un paio di volte, perché in poche pagine e con una semplicità incredibile Orwell rivela l’animo umano più corrotto e corruttibile.

Il potere corrode secondo Orwell e la dittatura ha partita facile quando il popolo è ignorante e non critico.

Insomma trovo questa tragica favola moderna un’ottima allegoria della società post guerra e odierna, trovo che rimanga attuale anche a distanza di così tanto tempo e trovo che sia un libro da leggere per riflettere e chiedersi cosa è meglio per la comunità in cui si vive.

Lo avete letto? Cosa ne pensate?

Fatemi sapere! 🙂

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Paola Calefato

5 risposte a "Un classico da leggere: La fattoria degli animali"

    1. Assolutamente!!! Se lo rileggi fammi sapere se ti è piaciuto di più! Anche io la prima volta che l’ho letto ho fatto fatica a capire l’allegoria che lo contraddistingue. È uno di quei libri che non è ciò che sembra!

      Piace a 1 persona

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