La politica del Padrino

Bentrovati amici lettori! Questo è un articolo in collaborazione con LiberiLibri ma è molto diverso dal solito ed è un tema “nuovo” per questo blog.

Oggi vi voglio svelare che la politica americana dal tragico 11 settembre 2001 ad oggi può essere paragonata ai tre figli di Don Vito Corleone de Il padrino di Francis Ford Coppola.

Non ci credete?

Mi spiace deludervi ma è quello che hanno fatto John C. Hulsman e A.Wess Mitchell in un articolo apparso su National Interest e tradotto e reso un mini-saggio da LiberiLibri, che mi ha omaggiata dell’opera e che ringrazio per questa chicca.

Partiamo dalla premessa che si può o meno essere d’accordo sulla politica in generale e in questo caso su quella americana.

Quello che però mi ha colpita è stato l’affrontare l’argomento in un modo semplice, intuitivo e accessibile anche ai non addetti ai lavori.

Questo tipo di testi o articoli giornalistici spesso sono inaccessibili per la persona comune, Hulsman e Mitchell, invece, in modo diretto, veloce e semplice spiegano che la politica americana non è altro che un’unica famiglia divisa tra tre fratelli dove c’è chi vorrebbe rimanere nello status quo, chi vorrebbe rivoluzionare completamente il sistema e chi media.

In tutto questo però non contemplano il sistema elettorale che decide, o almeno così narra la leggenda, chi li governerà.

In sintesi la storia è questa: Don Vito Corleone subisce un attentato e viene messo fuori gioco. L’egemonia dei Corleone sulla malavita di New York è in serio pericolo. La situazione è molto simile a quella degli USA post 11 settembre 2001: un attacco improvviso, il segnale allarmante della fine di un’epoca di potere incontrastato.

Sono i tre figli di Don Vito che devono decidere come reagire, e in fretta. Le posizioni due figli maggiori ricordano quelle delle due potenze politiche (democratici e repubblicani), mentre quella del terzo, Michael, è tutta da costruire nella storia americana futura ed è quella vincente nel romanzo di Puzo e nel film di Coppola.

Tom, il Corleone “adottato”, propone di trattare subito col nemico. Una posizione che Hulsman e Mitchell paragonano a quella di Obama, Hilary Clinton e di tutti i “liberal institutionalist” democratici.

Sonny, figlio di sangue del Don, propone la strada della violenza. Devono imporsi in fretta su tutti e non è difficile trovare qualche parallelismo con l’epoca di Bush e con quella odierna di Trump.

È appunto il figlio minore, Michael, ad avere le idee più chiare: propone la mediazione tra i due fratelli. Violenza solo quando serve stringendo contemporaneamente nuove alleanze.

Solo ispirandosi a colui che nella film prenderà il posto del padre, gli Stati Uniti potranno uscire dalla crisi e rimanere sul primo piano della scena mondiale.

Insomma in poche parole è l’equilibrio tra forza e diplomazia che, generalizzando, porterà l’occidente buonista e delle mille parole e dei pochi fatti fuori dalla grave crisi economica, dei valori e politica che sta vivendo.

Cosa ne pensate?

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Non mi resta che augurarvi buona lettura!

A presto amici lettori!

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Paola Calefato

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